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A Più Menù Expo martedì 25 novembre alle ore 11.00 verrà presentata, in anteprima nazionale, l’ indagine sulle mense scolastiche in Italia voluta da Sloow Food. Abbiamo parlato con il coordinatore della ricerca il dottor Paolo Gramigni.
La ricerca nasce dall’esigenza di conoscere il mondo articolato e complesso delle mense scolastiche. Si parla di complessità perché molti sono gli attori di questa realtà: Comuni, utenti, genitori (che spesso sono anche coinvolti nelle commissioni mensa), sistemi organizzativi diversi per la somministrazione dei pasti.
Capire prevedeva utilizzare un campione che permettesse di acquisire una significatività di dati. Pertanto, utilizzando i dati pubblicati di ISTAT e MIUR, è stata creata una relazione matematica che ha permesso a Gramigni e al suo staff di distribuire cinquanta casi in altrettanti Comuni su base regionale e in funzione del numero di abitanti dei Comuni stessi. Sono stati selezionati 12 comuni sotto i 10.000 abitanti, 23 fra i 10.000 e i 100.000, 13 fino al milione e 2 sopra il milione di abitanti.
Inoltre si è cercato, ove possibile, di svolgere l’intervista direttamente altrimenti è stato inviato il ponderoso questionario in quelle realtà in cui non è stato possibile essere presenti.
Tutte queste domande cosa miravano a comprendere?
L’intento è quello di avere dati il più possibile dettagliati per capire come il Comune gestisca il settore delle mense scolastiche, se attraverso la gestione diretta, mista, in appalto o tramite un’azienda in cui lo stesso Comune ha la maggior proprietà.
L’altro aspetto rilevante è stato quello di verificare la continuità con il modello precedente. Abbiamo verificato molte variazioni dalla gestione diretta all’appalto ma in alcuni casi si è anche passati dall’appalto alla gestione diretta.
L’attenzione è stata rivolta anche all’approvvigionamento analizzando i criteri adottati dalle Amministrazioni (offerta economicamente più vantaggiosa o prezzo più basso).
Incidono la regionalità e le dimensioni dei Comuni sulle differenze di gestione?
Le caratteristiche geofisiche e culturali del territorio incidono in maniera decisa tanto che oggi è molto difficile pensare ad un modello unico nazionale.
In Italia esiste una tradizione di rapporto forte che talvolta passa attraverso la partecipazione diretta della famiglia. Per fare un esempio, in un centro di trentamila abitanti e con circa duemila bambini che quotidianamente usufruiscono del servizio mensa, fra i soggetti coinvolti nel processo abbiamo trovato le famiglie che si occupano di fornire le tovaglie e si preoccupano della loro manutenzione e pulizia.
Inoltre la cultura alimentare del nostro paese insieme al coinvolgimento diretto delle famiglie permette in talune realtà di sopperire a mancanze e a risolvere situazioni che talvolta non raggiungono standard sufficienti di servizio erogato.
Ci vedremo a Genova per la presentazione complessiva della ricerca
Senz’altro, ad oggi non abbiamo ancora sviscerato tutte le notizie emerse dalla ricerca e stiamo ancora lavorando ad alcuni dati che saranno pronti per Più Menù Expo, dati che riteniamo possano fornire per tutti i soggetti dalle aziende ai Comuni alle famiglie uno spunto di riflessione e un quadro importante sullo stato dell’arte.
rvacca@0602.it